lunedì 31 marzo 2008

Articolo -9

Arresti domiciliari senza motivo per i transgender ad Istanbul


Il giudice della Corte repubblicana di Beyoglu, Agac, durante i controlli domiciliari nelle case dei transgender ha considerato come prove di prostituzione i preservativi forniti dal Ministero della Salute. Mentre il Ministero ha deciso di impegnare una commissione per la questione, l’Avv. Batit ha sporto denuncia presso il Commissariato dei Diritti Umani.


Gli arresti domiciliari sono durati un giorno.

La documentazione presentata dal giudice della Corte repubblicana Mehmet Agac alla Corte Principale di Beyoglu, enuncia: “é stato osservato che nel palazzo dei sospettati non era presente nessun cliente. Tuttavia grazie alle indagini effettuate, dentro agli appartamenti, sono state trovate 10 confezioni di preservativi non aperte e 10 preservativi confezionati singolarmente, sotto i letti e sui divani. Tutto questo è stato sequestrato dalla polizia.”


Anil, che è stata presa dalla polizia, racconta così tutto ciò che ha vissuto:


“Hanno bussato alla porta dicendo “controllo!”. Abbiamo aperto. Sono entrati a casa. Abbiamo chiesto loro di esibire il permesso ma non ce l'hanno mostrato. Hanno detto “Vi dobbiamo portare via” ed hanno preso 4 di noi. Così, a caso. Ci hanno portati al Pronto Soccorso di Taksim. Anche se saremmo dovuti rimanere da soli col medico, ci hanno controllato davanti a tutti. Dopo di che ci hanno portato alla Questura di Taksim. Hanno preso i preservativi ed hanno portato anche i fazzoletti come prove. Dopo poco è arrivato il nostro avvocato. Abbiamo detto ai poliziotti che siamo membri della Lambdaistanbul e loro hanno cominciato a trattarci bene. Tuttavia, ci hanno lasciati liberi senza spiegare perchè poco prima siamo stati trattenuti.



Fonte: Lambdaistanbul

sabato 8 marzo 2008

Articoli -8

La sociologa transessuale lavora per i “trans”

(...) è una cosa difficile. Il rischio di disoccupazione esiste sempre nella nostra vita. Da un lato la vita diurna ha delle difficoltà. Essere travestito di giorno è una cosa difficile. Magari la violenza fisica è minore di giorno ma la violenza sociale e psicologica è maggiore. Giri per le strade e magari per lavoro devi andare in supermercato in un altro quartiere e magari non incontri persone “democratiche” come in centro città. Devi crearti delle tattiche. Per esempio se devo andare in Questura per lavoro oppure a trovare un amico, conosco molto bene la “procedura” e così non creo nessun problema. La stessa cosa vale anche per gli ospedali. In questi posti esiste già una burocrazia pesante e a questo si aggiunge la discriminazione nei nostri confronti e così se non sai come cavartela ti autocommiseri, ti deprimi. Invece dovresti sempre incoraggiarti (...)

(...)la pressione aumenta nei periodi di crisi. Chiudere i luoghi di lavoro è come distruggerli. Quelli che ritornano a casa tornino pure, degli altri sia quel che sia. Si pensa così. In realtà letteralmente vogliono che ci rimpiccioliamo e spariamo. Per questo tollerano la droga. Fai già parte di una generazione senza fondamenta e la droga costa poco. Le forze dell'ordine fanno sempre una parte. Oltre la loro violenza nei nostri confronti ignorano anche la violenza degli altri e i linciaggi. Vogliono che gli altri ci ammazzino. Sarebbe giusto che applicassero una specie di quota anche per i transgender nei posti di lavoro come fanno per i disabili e gli invalidi di guerra (...)

(...) La bellezza è una questione tecnica. È una cosa che riguarda il tuo aspetto. Non mi trucco molto. La mia preparazione dura al massimo 5 minuti. Quando esco di notte esagero un po'. Non so, sono bella? Io ne sono contenta. Non mi sono mai tinta i capelli. Ne ho pochi bianchi. Mi faccio le sopracciglia e, se non mi trucco, nella trattoria mi dicono “Prego signore”... Se fosse solo per me sarei molto più unisex e semplice. Ma il sesso sociale non me lo permette. Vorrei che fossero in primo piano le cose che faccio professionalmente vorrei essere apprezzata per queste cose. Per tutto questo taglio corto sui discorsi che riguardano la mia femminilità.

Fonte: Kaos Gl