Chiacchierata in Lubuniese
Nata e cresciuta ad Ankara, ha avuto il suo primo rapporto sessuale (a 14 anni) con il datore di lavoro di suo padre, una donna di 38 anni. Non è stato difficile per suo padre ed i fratelli accettare l'anima maschile di Derya. A suo padre questo piaceva. L’unica persona per nulla convinta era la mamma. Derya è stata in psicanalisi per 8 mesi. Il suo vero scopo era di capire come avrebbe potuto convincere la mamma. Quando aveva 19 anni sua madre l'ha fatta sposare con un uomo pensando che avere dei figli l'avrebbe cambiata. Era un uomo più grande di Derya. Era una brava persona. Non le faceva nessuna pressione sessuale. Ma è stata la pressione di entrambe le famiglie a costringerli ad avere un figlio. Derya ha seguito una terapia perchè non riusciva ad avere figli. Nel 1997 ha avuto un maschio e nel 1999 una femmina. La gravidanza è stata un inferno per lei. Pensava che sarebbe così diventata donna a tutti gli effetti e ne era disturbata psicologicamente. Prima che Derya avesse il suo secondo figlio suo marito morì a 53 anni per un infarto. Derya, a questo punto, ha affidato i suoi figli a sua mamma ed è andata via di casa. All'inizio ha nascosto la verità ai suoi amici transgender. Nel 1999 ha conosciuto una ragazza giovane andando in ospedale a trovare sua mamma, dopo un intervento alla tiroide. Si sono scritte per un po'. Quando ha saputo che lei si era fidanzata, l'ha forzata a fuggire da casa. Ha accoltellato il fratello della ragazza che le ha inseguite ad Ankara perchè ha insultato sua mamma. Dato che la famiglia della ragazza non l'ha denunciata, ha trascorso poco tempo in carcere. Dopo una settimana ha saputo che la ragazza che amava si era suicidata. Si ricorda di questo avvenimento come uno dei momenti più tristi e difficili della sua vita. Suo padre è morto e sua mamma si è risposata. Il suo film preferito è Tutto su Mia Madre di Almodovar, perché parla del rapporto di una donna con una transessuale non operata. Si identifica con questa transessuale e ciò le piace.
Adesso mi occupo solo dell'associazione. Riceviamo dei fondi dall'EU e dalla Banca Mondiale per vari progetti. Lavoro come attivista sul campo e ricevo uno stipendio. Ho provato a fare vari lavori: cameriera, massaggiatrice ma non è andata bene. Alla fine ho lavorato da un parrucchiere, mi sono arrabbiata molto e me ne sono andata.
(...) Quando ho iniziato a lavorare non ho detto niente. Ho subito iniziato a lavorare e basta. Dopo un po' di tempo il padrone ha capito tutto. Ha cominciato a raccontare delle barzellette brutte accanto a me. Mentre chiamava tutti per nome chiamava me Signora Derya. Non ce la facevo più e me ne sono andata. Ho lasciato tutti i lavori, in quest'ultimo periodo. Perchè anche se non faccio niente di male a nessuno, mi fanno sentire male. Non c'è nient'altro di più normale che rimanere disoccupati se si è come me. Eppure credo che le transessuali donne (uomini che si sentono/diventano donne) non riescano a trovare lavoro facilmente come me (...)
(...) Sai come dicono; “Fatima è un maschiaccio”. Suona simpatico no? La donna che si comporta come uomo fa simpatia. Perchè la donna vuole diventare un essere superiore, uomo. Ma la trasformazione da maschio in donna è una cosa inaccettabile dalla società. Ma per la famiglia non fa differenza: in entrambi i casi la reazione è la stessa.
Fonte: Kaos Gl