Arresti domiciliari senza motivo per i transgender ad Istanbul
Gli arresti domiciliari sono durati un giorno.
Anil, che è stata presa dalla polizia, racconta così tutto ciò che ha vissuto:
“Hanno bussato alla porta dicendo “controllo!”. Abbiamo aperto. Sono entrati a casa. Abbiamo chiesto loro di esibire il permesso ma non ce l'hanno mostrato. Hanno detto “Vi dobbiamo portare via” ed hanno preso 4 di noi. Così, a caso. Ci hanno portati al Pronto Soccorso di Taksim. Anche se saremmo dovuti rimanere da soli col medico, ci hanno controllato davanti a tutti. Dopo di che ci hanno portato alla Questura di Taksim. Hanno preso i preservativi ed hanno portato anche i fazzoletti come prove. Dopo poco è arrivato il nostro avvocato. Abbiamo detto ai poliziotti che siamo membri della Lambdaistanbul e loro hanno cominciato a trattarci bene. Tuttavia, ci hanno lasciati liberi senza spiegare perchè poco prima siamo stati trattenuti.